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Venerdì, sabato, domenica |
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The problem is not that there are problems. The problem is expecting otherwise and thinking that having problems is a problem.
Theodore Rubin
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martedì, 16 dicembre 2008 Cose strane che mi hanno raccontato ... ![]() Una mia amica mi ha detto che anni fa, quando studiava, viveva con tre ragazze. Un giorno era andata in bilioteca con una di loro e quando sono tornate la terza non c’era più: era sparita la sua roba e alcuni mobili, aveva lasciato la stanza senza avvisarle e non hanno mai più saputo niente di lei.
Un mio amico mi ha detto che una domenica mattina si è alzato, puntando la sveglia presto, per andare a far castagne. E’ andato dal suo compare con cui aveva appuntamento gli ha citofonato, ma nessuno scendeva. Allora ha suonato e risuonato, niente. Allora l’ha chiamato sul cell, niente. L’ha chiamato a casa, finalmente risponde: stava dormendo. “Ma come, dobbiamo andare a far castagne!”. L’amico risponde sorpreso, che non devono andare proprio da nessuna parte. “Ma come, ci siamo messi d’accordo che ci trovavamo alle 8 per andare a far castagne!” L’amico, nega, dice che non ne hanno mai e poi mai parlato!
Il mio amico si è ricordato a un certo punto che non ne avevano mai parlato, ma che lui se l’era solo sognato quella notte.
Una mia coinquilina mi ha raccontato che quando sua nonna è morta, lei era piccola e continuava a vederla anche dopo morta. Dopo una trentina d’anni, la figlia di sua sorella, quando aveva 4 anni era uscita in giardino. Quando è rientrata in casa, la madre le ha chiesto dove fosse stata e la nipotina ha detto: “Ero fuori con la bisnonna.” che non aveva nemmeno mai conosciuto. La bisnonna fumava e quando sono usciti a vedere chi ci fosse in realtà, hanno trovato della cenere per terra.
Avete paura adesso, eh???
....To be continued
scritto da Bellailee mercoledì, 10 dicembre 2008 Premessa: è una storia senza senso, ma mentre la vivevo mi faceva ridere e anche mentre la riportavo mi faceva ridere, ma mi rendo conto che non succede assolutamente nulla, perciò: non leggete.
Missione notturna Lunedì fuggo da Lecco perchè indigesta, torno a Milano, dove oltre che senza TV, rimango pure senza pc, che non si accende più, come al solito.
Essendo indisposta e nauseata, non potendo uscire, essendo tornata per riposare in santa pace lontano dalla casa invasa da parenti e dall’odore della CAZZUOLA o cassola, ben presto mi trovo lì che mi rompo le balle.
A farmi compagnia c’è uno strano rumore, continuo. Come una strisciata di gomma, un verso di attrezzo meccanico, un fischio, un sospiro...boh!
The day after.
Sera. Torna la coinquilina F. Che in italiano stentato mi deve dire qualcosa.
F: “Illiaaaana, ma è venuto quacccuno aaaabbitare acanto...ma no so se è umano o animale, ma ...come si dice snores?!!?”
I: “Russa?”
F:”Sìììì, lui rusando tutta la notte!!”
I:”Ma sei sicura?!?! Guarda che lì non ci abita più nessuno!”
F:”Ma vieni a sentire!!”
Attacchiamo le orecchie alla parete di camera sua.
Cacchio, un rumore si sente...ed è lo stesso che sentivo io. Solo che da lì è molto più forte e si sente anche una specie di respirazione, un rantolo, um’esalazione forte...brrrrrrrr Paura!!
Sembra come un mostro rattrappito in agonia, o un vecchiaccio orco bavoso.
Non so perchè, ma mi fa subito schifo.
Bussiamo sul muro. Urliamo “Basta basta russare!” e ridiamo.
"Ma come puòòòòòòò un umano rusarrre cosssì?!?!?"
Ogni tanto smette, poi riprende. Solo che è dal pomeriggio che continua e anche il giorno prima e tutta la notte!!
Stiamo un bel po’ ad ascoltare.
Decidiamo di andare a spiarlo e usciamo nella notte. Nevica. Questo non lo avevamo calcolato. Attraversiamo furtive il cortile e ridiamo. Una volta giunte al suo uscio, munite di cappuccio e ombrello, rimaniamo a fissare la porta e la finestra, deducendo che il rumore proviene dal bagno.
Torniamo in casa e F. barcolla per le scale, a cena ha bevuto birra. Ci rimettiamo a ridere e scriviamo un post-it da appiccicargli alla porta il giorno dopo, perchè adesso, con la neve, si staccherebbe. Ovviamente dobbiamo sperare che qualcuno passi da quella casa disabitata ogni tanto. Ma chi se ne frega. Ci rimettiamo a ridere, eppure io non ho bevuto, ma si vede che l’alcool è contagioso.
Poi la smollo e me ne vado a letto, che tanto, in camera mia il rumore si sente di meno.
scritto da Bellailee martedì, 02 dicembre 2008 Come riciclare un commento a un altro blog o della ricetta per una perfetta routine ...
Personalmente adoro la routine. Mi dà tranquillità, sicurezza, non ti costringe a pensare, non ci sono sorprese e imprevisti, ma solo serate fatte di reality e week-end di partite a carte mentre fuori piove.
Con mio grande rammarico, è tuttavia una cosa che non riesco mai ad ottenere, se non per brevissimi periodi, giusto il tempo di apprezzarla, di adagiarti un attimo che tac!
Ecco là, quella maledetta vita piena di impegni e divertimenti e commissioni e feste e lunghe telefonate ad amici cari e cene e nuove inquiline e nuovi amici e corsi su corsi e anche problemi e problemi, perchè no, che quasi non trovi più il tempo per accumulare punti su pet-society! (Ecco perchè mi impegno a ritagliare tre minuti al giorno per giocare col mio animaletto - che se davvero esistesse in natura sarebbe solo mostro un po’ unicorno -: per mantenere il contatto con la noia più frivola). Ritengo tuttavia importante e fondamentale recuperare una certa routine periodicamente e trovandomi su un blog di una persona che sente fortemente lo stesso problema, ho ritenuto utile stilare un breve vademecum per tutti quelli che la desiderano e non ce l’hanno e si chiedono “Ma come posso fare?!?!?”
I tre pilastri della routine: RIPETITIVITA’, AZZERAMENTO CEREBRALE E NOIA
1 Il primo passo è il più importante e consente un veloce raggiungimento dell’obbiettivo QUOTIDIANITA’: trovati un lavoretto in un ufficio, un negozio, insomma, una cosa sedentaria, che non preveda viaggi o uscite o visite ai clienti, ma che ti obblighi a star tutto il giorno con il sedere inchiodato alla poltrona, a fare sempre le stesse cose e a vedere sempre le stesse (poche) persone. Ecco così attuato il primo passo, ossia la RIPETITIVITA’.
2 Poi quando esci dal lavoro, una sera sì e una sera no vai in palestra e parla con gli altri avventori di dieta, vitamine, calorie, addominali e altre cose che non so nominare, ma di cui parlano i palestrati e poi vai nel solarium della palestra e fatti una doccia solare: avrai così superato il secondo step: l’AAZERAMENTO CEREBRALE.
3 Se poi ti avanza tempo, la sera, uscito/a dal lavoro, evita accuratamente di recarti a cene o happy-hour coi colleghi, ma vai dritto/a all’Esselunga e poi subito a casa a svaccarti sul divano a guardare la tv, mangiando direttamente fuori dalla busta della spesa: questo costituisce il terzo e ultimo passo, la NOIA.
Complimenti! Ora il tuo percorso verso la quotidianità è concluso, hai raggiunto l’obbiettivo finale, cioè una vita vuota e pallosa che ti permetterà di concentrarti su come renderla più divertente e movimentata, cioè come era prima, quando ti lamentavi di non avere una quotidianità.
scritto da Bellailee |
MSN/skype: Bellaile - ladida_ladida@hotmail.com
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