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The problem is not that there are problems. The problem is expecting otherwise and thinking that having problems is a problem.
Theodore Rubin
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martedì, 19 agosto 2008 Signore, perdonami perchè ho peccato ...
Sono settimane magnetiche: attiro le confessioni. Ogni giorno, e dico, OGNI GIORNO, qualcuno, amici, conoscenti, personaggi semi-sconosciuti, si ritrova a dirmi qualcosa che non ha mai detto a nessuno o che io non devo dire a nessuno. Si va dal pettegolezzo scandaloso, alla rivelazione di una tresca tra colleghi, a una dichiarazione di antipatia e odio verso qualche innocente o a una dichiarazione di amore verso qualche belloccio tramite telefonata anonima, ai sempreverdi problemi sessuali/sentimentali e sospetti di omosessualità fino all’argomento principe di questi colloqui sottovoce: la più tradizionale delle colpe, la trama per eccellenza di qualsiasi romanzo d’appendice degli ultimi 50 anni, il peccato a portata di tutti: l’adulterio. Sembra che molte delle mie amiche siano soggette a tentazioni violente da parte di altri maschietti che non sono i loro fidanzati/mariti, anche le più insospettabili, le più sante, le più madri di famiglia, le più dedite al focolare...tutte hanno un amante, platonico o carnale. Le loro rivelazioni seguono un iter preciso, che ho scoperto essere uno dei pilastri della teologia. Secondo il sacramento della Confessione (in realtà propriamente chiamato “Penitenza”) il buon cattolico attraverserà il suo flagello secondo un processo appositamente codificato per noi dai dottori della legge di Santa Madre Chiesa. Le 4 fasi della Confessione (applicate al 9° comandamento o anche al 6°*)
E tu, fidanzato o marito che leggi: smetti di vagare per i blog femminili e chat erotiche per molestare innocenti navigatrici e pensa invece a soddisfare quella povera crista di tua moglie prima che lo faccia l'idraulico...
scritto da Bellailee lunedì, 04 agosto 2008 The Stalker ... Ho mai raccontato dello stalker che mi perseguita dal 2003? L'età dell'innocenza Ci vediamo, giretto a Temple Bar, ristorante italiano e drink after dinner di nuovo a Temple Bar. A me non sembrava vero: ero lì da due o tre mesi e avevo mangiato solo schifezze, mi trovavo in uno dei ristoranti migliori della città a bere vero vino italiano a prezzi esorbitanti (tanto non pagavo io) e finalmente, parlavo italiano! Insomma, mi dovevo sfogare e, senza accorgermene, gli ho fatto un monologo di 7 ore di seguito.* Il dubbio sottile Poi ci salutiamo, mi informa che partirà il giorno dopo la mattina presto...Cosa, solo un giorno e mezzo??? Il dubbio si insinua in me, insomma, è venuto a Dublino solo per poche ore, un po’ strano, ma vabbè, lui è tanto gentile e non ci prova nemmeno, cioè, più affidabile di così!
La cruda verità
E così il mio amico partì. Poi continuammo a sentirci per telefono, mi chiamava sempre lui, diciamo, ogni 15 giorni - una volta al mese. Io col tempo, avevo un po’ esaurito i miei monologhi e gli facevo domande, o mi aspettavo che mi raccontasse lui qualcosa, ma niente, lui rispondeva sempre: “Tutto bene, i soliti alti e bassi, niente di nuovo...e tu, che mi racconti?”
La cosa bella era che mi ricopriva di complimenti “Che bella persona, che forza, che entusiasmo, che di qua, che di là” e mi incoraggiava tantissimo su tutto, ma non mi bastava più: iniziava a innervosirmi: io dopo un po’ non sapevo più che cosa dire ed è una delle cose che mi pesa di più al mondo, ossia, avere un interlocutore che ti chiama e aspetta che sia tu a parlare, insomma mi pesa, mi sembra una violenza, è una cosa che assolutamente non tollero, perchè non sono una logorroica che si autoalimenta se non ha stimoli dalla controparte, io, dopo un po’, mi esaurisco.
Così ho fatto la cosa che faccio sempre con gli scocciatori: non rispondevo più al telefono.
Questo dopo circa un anno dall’incontro.
Lui continuava impeterrito: chiamate a vuoto e messaggi. Messaggi strani in realtà: auguri di Natale, di Pasqua, di Ferragosto...Auguri a Ferragosto?!?! Mai sentiti prima!
![]() L'odio
Un giorno mi ha chiamato da un numero: ho fatto finta di niente e abbiamo fatto due chiacchiere. Poi ho smesso di rispondere ai numeri anonimi.
Lui continuava imperterrito, finchè, dopo circa due anni, si è stufato e mi ha mandato un messaggio per dirmi quanto ero cafona a non rispondergli! Io gli ho risposto che all’alba dei quarant’anni poteva almeno capire quando era il caso di lasciare in pace una persona, lui rispose, ok, chiaro, ti lascio in pace. Bene, bastava così poco!
Passa di nuovo un anno e... ricevo un altro sms di auguri...Non ci potevo credere!! E da allora, ha ripreso a mandare i suoi stupidi sms, finchè l’anno scorso, mi ha di nuovo chiamata da un numero anonimo: ho detto che ero di fretta e non potevo parlare e ho attaccato. Lui ha continuato a chiamarmi e a mandare i suoi messaggi, augurandosi che mi passasse l’irritazione nei suoi confronti. Fino a che ieri, mi è arrivato l’ultimo: “Martedì sarò a Milano, sarò libero, se hai superato non so che verso di me, riusciamo a darci un saluto in diretta? Buon tutto”
Il sondaggio
Le cose sono due:
E comunque...”Buon tutto” mi mancava proprio...
*Io non sono una di quelle che all’estero frequenta la comunità del paesello, volevo integrarmi, capire bene l’irlandese di tutte le contee, anche quello incomprensibile di Sligo, vivere davvero la città cosmopolita... ma, porca miseria, gli italiani sono gli italiani, mi mancavano! (Aggiungo a mia discolpa che i tipici italiani a Dublino era meglio perderli che trovarli: mi sembravano poco più che barboni robbosi, sempre lì a contare i centesimi e a stare sempre fra di loro a fare le spaghettate con quel loro inglese patetico, perchè evitavano gli irlandesi come la peste)
scritto da Bellailee |
MSN/skype: Bellaile - ladida_ladida@hotmail.com
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