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The problem is not that there are problems. The problem is expecting otherwise and thinking that having problems is a problem.
Theodore Rubin
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venerdì, 28 settembre 2007 Free Burma ... Anche questo blog si tinge di rosso in questo post, per rispondere all'appello di blogosfere in sostegno alle proteste dei monaci contro la dittatura in Birmania.
La strada che portava a Kengtung era stata fatta da poco. “Chi l’ha costruita?” chiedemmo ad Andrew. “Presto li vedrete.” Dopo il colpo di stato del 1988, il massacro dei dimostranti e l’arresto di Aung San Suu Kyi, l’eroina del movimento per la democrazia, i dittatori di Rangoon avevano continuato ad atterrire il paese e a reprimere sul nascere ogni espressione di dissenso. Decine di persone, specie giovani, erano state arrestate, mandate ai lavori forzari, usate come portatori nell’esercito o come cavie sui campi minati dalla guerriglia. Prigionieri politici erano stati buttati assieme ai prigionieri comuni. Per la dittatura erano tutti criminali, uomini da incatenare, vite da sprecare, senza lasciar traccia, in questo dimenticato gulag tropicale. Potrei citare altre decine di pagine tratte da “Un indovino mi disse” di Terzani, per descrivere cos’è la Birmania, la sua dittatura, la sua complicità con Thailandia e Cina, la prostituzione e lo sfruttamento e anche ovviamente, com’era prima della dittatura. Infatti, prima di chiamarsi Myanmar, la Birmania era parte di un esperimento detto “la via buddhista al socialismo”, sotto il generale Ne Win, sempre una dittatura, ma non sanguinaria e che cercava innanzitutto di conservare l’identità birmana dai cinesi e tailandesi. Con lui, il paese riuscì a proteggere le sue tradizioni, resistendo alla tentazione di copiare l’Occidente, come altre potenze asiatiche stanno facendo. Che tipo era Ne Win? Anche i birmani, come i Thai, credono che il fato non sia ineluttabile e che la predizione di una disgrazia permetta a chi dovrebbe esserne colpito di evitarla: non solo con l’acquisto di meriti, ma anche facendo accadere qualcosa che è, in apparenza, simile alla disgrazia prevista e che perciò soddisfa le esigenze del destino. Ne Win è stato un maestro di quest’arte.
Una volta, per esempio, gli fu detto che di lì a poco il paese sarebbe stato colpito da una tremenda carestia. Ne Win non mise tempo in mezzo: ordinò che tutti i funzionari dello Stato e le loro famiglie, per tre giorni, mangiassero solo una misera zuppa fatta di germogli di banano. L’idea era che, fingendo una carestia, si sarebbe evitata quella vera. E questa, ovviamente, non venne mai. scritto da Bellailee giovedì, 27 settembre 2007 "Si chiamavano così i villaggi che al tempo in cui l’Unione Sovietica era chiusa venivano messi in piedi per mostrarli agli amici, europei o americani, di simpatie socialiste. Erano finti. Erano solo uno show, con quelli che facevano la parte dei contadini e dicevano che il partito era splendido, con fabbriche pulitissime e operai tutti eleganti che andavano alla mensa eccetera. C’era, nel mondo comunista, tutta una tradizione di queste messe in scena, introdotte già ai tempi dello zar, di veri e propri villaggi che servivano solo per ricevere le visite ufficiali. Invitavano i giornalisti per due settimane, mostravano loro delle belle cose e quelli ripartivano e scrivevano un bel libro."* *Tratto dal solito "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani, che tra l'altro è rappresentato a teatro a Milano fino a domenica 30 settembre. Per tutti quelli che me l'hanno chiesto e me lo chiederanno, no, lui non ci sarà, visto che è morto da anni. scritto da Bellailee mercoledì, 19 settembre 2007 Tokyo Ga ... ![]() Wenders ama Ozu. Ozu è morto. Wenders è andato a Tokyo nel 1983 e ha filmato: - l’attore protagonista di quasi tutti i film di Ozu - i treni lunghissimi a supervelocità che ci sono in Giappone - le sale di Pachinko piene di giocatori fumanti lobotomizzati - giapponesi che giocano a golf, ma senza buche - i rockabilly nel parco che ballano al ritmo di Elvis - i bambini che giocano a baseball per strada - Herzog che parla da un grattacielo - il cameraman preferito di Ozu - le lacrime del cameraman preferito di Ozu quando ripensa ad Ozu.
Breve e commovente
Tokyo Ga, Wim Wenders, 1983
Il tributo al grande Ozu si designa attraverso la progressiva americanizzazione sei giapponesi, che costruiscono Disneyland e si travestono da bulli e pupe degli anni 50. Perchè il Giappone ha perso la sua identità?
Foto: Anto e Lucio, simbolo della perdita di identità del Giappone "Perché è sempre la stessa storia. Sono sempre gli occidentali ad andare a battere alle porte degli altri continenti con la scusa che hanno dei bei principi da portare a loro: oggi la democrazia e la libertà; nell’Ottocento il libero mercato; ancor prima il cristianesimo. Allora nel 1853 gli Americani si presentano davanti alla costa del Giappone con quattro cannoniere, le famosi “navi nere” del Commodoro Perry, per costringere i giapponesi ad aprire le loro frontiere, così che gli americani possano vendergli le proprie mercanzie. Questo è un atteggiamento che è vecchio, ed è anche la ragione per la quale i portoghesi sono arrivati a Macao: volevano aprire le frontiere della Cina per venderle i loro specchietti e per rubarle le spezie e tutto quello che interessava loro: La storia dell’espansione dell’Occidente è sempre questa. Le navi da guerra di Perry vanno ad aprire i mercati del Giappone col pretesto che il mercato libero serve a tutti e che tutti ci guadagneranno.
Lo stesso è successo anche alla Cina. Il Giappone rimase colpitissimo dall’esperienza della propria impotenza dinanzi alle navi da guerra americane perché si riteneva una grande civiltà con una grande tradizione: i samurai con le spade e l’onore eccetera. Invece gli altri minacciavano di tirare due colpi di cannone – bumm! E allora fecero un ragionamento molto astuto. Rendendosi conto che con le loro forze e con le loro tradizioni non sarebbero mai riusciti a resistere all’Occidente, i giapponesi decisero che l’unico modo di sopravvivere era di occidentalizzarsi. E qui avvenne qualcosa che per noi oggi è quasi inconcepibile, ma che a leggere i testi di allora è affascinante. Nel giro di pochissimi anni, sotto l’imperatore Meiji, il paese perseguì, con una tenacia di cui solo i giapponesi sono capaci, il progetto di fare del Giappone un paese occidentalizzato. Dovevano farsi le ferrovie, per cui copiarono le stazioni. Le copiarono? La stazione ferroviaria di Tokyo era la copia della stazione di Amsterdam; copiarono le uniformi dei soldati dall’esercito prussiano. Le persone di buona famiglia della dinastia Meiji si vestirono all’occidentale e impararono a ballare il valzer. Fecero venire centinaia di stranieri, chiamati yatoi, perché gli insegnassero come fare le cose all’occidentale e impararono a ballare il valzer. Copiarono i codici civili e penali occidentali; misero su un esercito di tipo occidentale; copiarono dagli inglesi i modelli delle navi da guerra e se le costruirono come quelle. Bisogna dire, con grande successo, perché questo Giappone – che nel giro di pochi decenni si era modernizzato - all’inizio del Novecento sfida già le grandi potenze asiatiche e le sconfigge in guerra: prima
E comunque...che cacchio vuol dire Tokyo Ga!?!?
Da "La fine è il mio inizio", di Tiziano Terzani: scritto da Bellailee lunedì, 17 settembre 2007 Del perchè abbassare il coperchio del water ... Generazioni di maschi sono stati e sono tuttora smaronati da generazioni di mamme, mogli, sorelle, colleghe che li obbligano ad abbassare la tavoletta del water. Udite, udite: da oggi si pretende che abbassino anche il coperchio. Qualcuna lo esige così, solo per il gusto di vittimizzare l’uomo, ma qualcun’altra ha un motivo preciso: il water aperto si risucchia le energie positive...terribile! Secondo il feng-shui, la tazza malefica si porta via l’energia e così si scatenano tensioni, malumori, liti, odi, risse...Ecco, finalmente ho capito la ragione di tanti scoppi d’ira tra le mura di casa. Torni a casa dal lavoro e tua moglie ti aggredisce? E’ colpa del coperchio sollevato. Tuo figlio ha frequentato le migliori scuole, ma nonostante i corsi a Oxford continua a chiudersi in camera ad ammazzarsi di canne? E’ colpa del colperchio sollevato, che lo spinge all’autodistruzione. Dopo una breve indagine, ho scoperto che quasi nessuno abbassa il coperchio, ma una persona mi ha confessato, che, non sa perchè, ma si sente meglio se è abbassato: ecco la prova che funziona veramente! Alla cena di ieri sera, non solo ho imparato le perle del feng-shui (oltre a questa ho scoperto come far durare l’unione della coppia grazie alla disposizione delle travi del letto), ma ho appreso anche i segreti della lettura dei fondi di caffè. Subito ho inizato a vedere cose in tutte le tazzine: prima un volto di donna...(brividi e inquietudine) ”Ma sono le anime dei morti che si rivelano nelle tazzine del bar?” ho chiesto subito allarmata, “No no, sono i vivi” mi ha spiegato l’esperta. Bene, le tazzine contengono messaggi, possono indicare figure umane, lettere dell’alfabeto, animali, numeri, forme, qualsiasi cosa. Man mano che leggevo le tazzine, le figure diventavano più precise:
Il messaggio per me? Nessuno, dopo il tiramisu non avevo bisogno di altro caffè. scritto da Bellailee venerdì, 14 settembre 2007
Libreria del centro, coppia di età indefinibile, forse sui 28/30, oppure molto giovani, ma brutti e vestiti anticamente, seguono a distanza timorosa il commesso che li porta a destinazione, prende stancamente un libro in mano e lo porge alla ragazza: “Ecco” e se ne va via a passo spedito.
Lei: “OOOhhhh, uhhhh, aahhhhh, non ci posso credere, ma è piccoliiiiiiiino”
Lui (con sguardo vuoto): “Perchè?”
Lei: “Non è lungo come gli altri...Senti, senti...- Niki esiste veramente. Federico l’ha vista un giorno per caso a via del Corso mentre faceva le “vasche” con le sue amiche. Quel giorno Niki ha tirato fuori dai jeans un telefonino e ha discusso quasi un’ora con sua madre...bla bla bla... –“
Va avanti all’infinito e io mi soffermo a origliare.
Lei: “Ma costa pochissimo!!!!!”.
Lui (stesso sguardo) “Perchè?”
Lei: “Gli altri li ho già, ma li devo finire!!! Non so se prenderlo adesso o dopo...”
Riprende a leggere: “Niki e le sue amiche sono all’ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma....bla bla bla”
Lui: “Perchè?”
Lei: “Oddiiiooooo, che emozione....quasi quasi finisco l’altro....Sì sì, lo finisco e poi torno a prendere questo!!!!!”
Lui: “Perchè?”
....
PS: IO NON HO COMPRATO IL LIBRO DI MOCCIA, NON NE HO MAI COMPRATI E MAI NE COMPRERO’, è già tanto se sono riuscita a leggere un libro di Fabio Volo. Ero lì solo per comprare la Lonely Planet dell’INDONESIA...
scritto da Bellailee lunedì, 10 settembre 2007 W i reality-show...stranieri ... Quando abitavo a Dublino guardavo ogni giorno tantissima televisione, un po’ perchè ne sono sempre stata dipendente, tanto da impormi periodi di disintossicazione, un po’ perchè si vedevano centinaia di canali, irlandesi, ma soprattutto inglesi e americani. Quella TV non c’entra nulla con la nostra becera tette e culi e fiction buoniste di finta ispirazione social-cattolica (oddio, sto parlando come Nanni Moretti), là, tutto girava intorno a un unico prodotto: i reality-show.
E’ inutile descrivere la mia gioia: in quel periodo ero pazza per i reality, e la cosa più bella, è che a Dublino, tutti lo erano! Ricordo ancora la finale del Big Brother inglese trasmessa in pub, dove io e i miei amici piangevamo commossi quando ha vinto Nadia: un trans di origine portoghese, che tutti dentro la casa pensavano fosse una donna.
Ovviamente oltre ai classici Grande Fratello e Isola dei famosi, (Survivor, dove però dovevano mangiare schifezze tipo vermi e fare prove durissime e pericolose), c’erano altri reality di tutti i tipi, alcuni poi, sono anche arrivati in Italia in questi anni. Mi ricordo i più strani
![]() · Joe Millionaire: un povero ma bello, di professione meccanico, viene soprannominato Joe e spacciato per un miliardario. Una dozzina di avvenenti ragazze viene invitata nel suo castello in Inghilterra e lo deve conquistare. Lui se le limona un po’ tutte e ne deve elimare una ogni settimana. La prescelta, una volta scoperto che Joe non è ricco, ma solo uno spiantato, se accetterà di restare con lui, vincerà, a sorpresa di tutti, un milione di euro. Joe alla fine sceglie una bionda molto sofisticata, che si intende di vini (cosa che nei paesi anglosassoni è considerata il non plus ultra dello chic, in particolare, per il grezzo Joe, è molto affascinante). Peccato che quando rivelano la verità alla bionda, lei cambia idea e lo molla. Che fa Joe? Niente paura, ripiega sulla seconda classificata: una brunetta molto semplice e timida, e anche meno gnocca delle altre, che accetta entusiasta di stare con lui anche se è povero, perchè lei lo ama veramente. Anche lui la ama veramente...soprattutto adesso che è miliardaria.
· The Beauty and the geek: versione sgrausa del nostro “La pupa e il secchione”. Sempre in una villa da sogno, una donna molto bella deve scegliere il suo uomo tra una decina di nerd da paura: sono veramente brutti, molto di più dei secchioni italiani, e sono sfigatissimi, infatti, la maggior parte non ha mai neanche baciato una ragazza. Ricordo che ci fu anche una rissa. Un gioco molto umiliante.
· Temptation Island: un gruppo di coppie viene spedito su due isole diverse, naturalmente paradisiache: sull'isola dove vanno le mogli/fidanzate ci sono dei bei figoni muscolosi, mentre i mariti sulla loro isola trovano delle gnocche seminude. Le coppie devono resistere alle tentazioni degli abitanti dell'isola...mi pare che qualcosa di simile l'abbia fatto poi anche la DeFilippi, sempre attenta alle idee trash e scassafamiglia d'oltreoceano.
· The Salon: reality noiosissimo, tutto il giorno su un canale trasmettevano la vita all’interno di un salone di bellezza, che esisteva veramente. Lavaggi, tagli, messe in piega con consulti lunghi un’ora, e poi anche cerette e fake tan. Ogni tanto eliminavano una shampista e ne entrava una nuova. Per la serie "E chisseefrega".
· The non so che: un gruppo di spanati veniva chiuso in un piccolo appartamento e doveva riuscire a non dormire. Dovevano semplicemente stare svegli. Ovviamente, per farlo durare più di un giorno o due, in certi orari li lasciavano dormire, ma per poco, tipo per mezz’ora.. Pallosissimo.
· The altro non so che: una ragazza molto carina finge di fidanzarsi con un essere immondo: brutto, povero, vecchio e soprattutto arrogante e maleducatissimo. Sempre nella solita villa da sogno, vengono invitati i genitori. Se lei li convincerà ad accettarlo e lo sposerà, vinceranno 500.000 euro. La ragazza lo sposa e vincono i soldi, ma la famiglia è troppo sconvolta e anche, una volta appreso che la figlia ha fatto tutto per soldi, restano increduli. Una famiglia distrutta.
· The altro non so che 2: e infine, il più allucinante parto di una mente malata americana: una gara di spermatozoi. Due volontari “depongono” il loro seme in un contenitore, e gli spermatozoi vengono ripresi al microscopio nella loro corsa verso la meta e vince quello che i cui spermini arrivano per primi!
scritto da Bellailee giovedì, 06 settembre 2007 Non so che avevo ieri, ma probabilmente avevo la faccia da spendacciona. In profumeria, di solito, si avvicina sempre una commessa, una, che chiede se mi può aiutare. Oggi no: ne sono venute 5. Mi sembrava di essere in Cina, le ragazze continuavano a servirmi come ancelle e chiedermi se avevo bisogno di qualcosa... una mi ha anche portato un cestino e l’altra mi ha chiesto se mi avevano già proposto la nuova crema e cosa ne pensavo...infatti, poco prima, una ragazzetta non stratruccata e acconciata come tutte le altre, insomma, una spanata che palesemente lavorava lì da poco, si è avvicinata per propormi un filler.
Fiiiùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù scritto da Bellailee mercoledì, 05 settembre 2007 Gruppo di famiglia in un interno ...
Ma quant'è bello e inquietante Helmut Berger/Konrad in Gruppo di famiglia in un interno?!?! scritto da Bellailee mercoledì, 05 settembre 2007 Blog-addicted ... Dopo essermi a malapena disintossicata dalla TV, ho una nuova droga: commentare i blog. Oggi mi sono resa conto che ne visito decine ogni giorno, disseminando messaggi a destra e sinistra,in una frenesia irrefrenabile non solo di leggere dei cazzi degli altri, ma anche di elargire le mie opinioni a tutti, scoprendo così di avere davvero una specie di opinione su tutto. So che alla maggior parte non gliene può frega’ de meno, soprattutto per il fatto che di solito scrivo cazzate o la butto sul ridere, ma altre volte, invece lascio frasi carine, che esprimono vicinanza, sostegno, solidarietà. Sì, ho una specie di affetto momentaneo per emeriti sconosciuti, soprattutto per le donne, che nei loro post parlano di più dei loro brutti momenti e allora mi viene voglia di scrivere loro qualcosa, di semplice, tipo “non essere triste, su!” o qualcosa che le consoli, poverine. Io no, mai sono triste sul mio blog, solo storielle allegre e superficiali qui, rigorosamente. Certo, è limitante, io non sono sempre così. Ecco che potrei fare: aprirò un altro blog per le storie tristi. Chissà se qualcuno mi consolerà. scritto da Bellailee lunedì, 03 settembre 2007 Sbatti il mostro in prima pagina ...
Ma quant'è bello e inquietante Gian Maria Volonté in "Sbatti il mostro in prima pagina"?!?!
La visione del film mi è stata isprirata dai recenti fatti di cronaca. scritto da Bellailee |
MSN/skype: Bellaile - ladida_ladida@hotmail.com
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