Venerdì, sabato, domenica


The problem is not that there are problems. The problem is expecting otherwise and thinking that having problems is a problem.

Theodore Rubin

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Libri:

-Tiziano Terzani
La fine è il mio inizio
- Amélie Nothomb
Sabotaggio d'amore
- Kurt Vonnegut
Mattatoio N°5
- Ryszard Kapuscinski
Ebano
- Milena Agus
Mal di pietre
- Raymond Carver
Voi non sapete
che cos'è l'amore
- Fabio Volo
Esco a fare due passi
- Paul Auster
Trilogia di New York
- Tiziano Terzani
In Asia
- Milena Agus
Mentre dorme
il pescecane
- Xialu Guo
Piccolo dizionario
cinese-inglese
per innamorati
- Joyce Carol Oates
Tu non mi conosci
- Christopher Coake
Siamo nei guai
- Miriam Towes
Un complicato
atto d'amore
- Chiara Gamberale
La zona cieca
- Peter Cameron
Un giorno questo dolore
ti sarà utile
- David Sedaris
Mi raccomando:
tutti vestiti bene
- Silvia Schiavo
Cessetto
- Paul Auster
Leviatano
- Neil Swaab
Mr. Wiggles
- Alice Munro
Amico, nemico, amante
- Guy Delisle
Cronache birmane
- Gianrico&Francesco
Carofiglio
Cacciatori nelle tenebre
- Marjane Satrapi
Persepolis
- Murakami Haruki
Norwegian Wood
- A.J. Cronin
Uno strano amore
- Arto Paasilinna
Piccoli suicidi
tra amici
- Diego De Silva
Non avevo
capito niente
La metà di tutto
- Silvia Nirigua
Quella sera
dorata
- Peter Cameron
Il mare e
la sua sponda
- Elisabeth Bishop
Lourdes
- Rosa Matteucci

CDs:

Luigi Tenco - The Rolling Stones

Film:

Little Miss Sunshine
Marie Antoinette
Broken Flowers
Scoop
Le Divorce
Mr and Mrs Smith
Short bus
Everything is illuminated
Nine lives
Un film parlato
Perduto amor
Sbatti il mostro in prima pagina
Scusa se è poco
Dillo con parole mie
Il principe delle maree
La terrazza
Gruppo di famiglia in un interno
Così come sei
Tokyo Ga
Le streghe
Lo so che tu sai che io so
Le coppie
Quelle strane occasioni
La decima vittima
La donna della domenica
La mia droga si chiama Julie
Volevo solo dormirle addosso
Cattive inclinazioni
Te lo leggo negli occhi
Per favore non mordermi sul collo
Old boy
La bussola d'oro
Time
Il conformista
Down with love
Così parlò Bellavista
The Island
Eternal Sunshine of the spotless mind
Irina Palm
Factotum
Non desiderare la donna d'altri
When Harry met Sally
Sogni e delitti
Persepolis
Into the wild
La ragazza del lago
Me, you and everyone we know
Texas
Piano 17
L'isola
Real Fiction
A piedi nudi nel paco
Quo vadis baby?
Margot at the wedding
L'uomo che amava le donne
Bad Guy
Juno
La signora della porta accanto
Il Divo
Maddalena, zero in condotta
Matrimonio all'italiana

© gilda

© don't touch my braulio

© fausto galli

© bimbo peloso

© arcyone

© moreno marrazzo

© Là Signora di Shanghai

© Il sordo esilio di Ryoko

Internazionale
Mr Wiggles
Red Meat
The New Yorker
Tiziano Terzani


1 - Ciao amore, ciao - Luigi Tenco

2 - Start me up - The Rolling Stones

3 - Un'emozione da poco - Anna Oxa

4 - Don't stop me now - Queen

5 - A mano a mano - Rino Gaetano

6 - She's a rainbow - The Rolling Stones

7 - E poi - Mina

8 - Je veux prendre ta douleur - Camille

9 - Vita tranquilla - Tricarico

10 - L'appuntamento - Ornella Vanoni

*loading*. grazie =^^=

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venerdì, 28 settembre 2007

Free Burma ...

Anche questo blog si tinge di rosso in questo post, per rispondere all'appello di blogosfere in sostegno alle proteste dei monaci contro la dittatura in Birmania.

La strada che portava a Kengtung era stata fatta da poco. “Chi l’ha costruita?” chiedemmo ad Andrew. “Presto li vedrete.”
Eravamo appena scesi dalla jeep, quando dalla sterpaglia sentimmo venire uno strano, insolito, ritmico rumore di ferraglia, come di catene strascicate. Sì, proprio delle catente! Ai piedi di una ventina di uomini, scarni, emaciati, qualcuno con l’aria febbricitante, tutti coperti con stracci polverosi, che avanzavano faticosamente, all’unisono come un enorme millepiedi, trasportando in spalla un lungo tronco d’albero.
I due soldati che accompagnavano i prigionieri ci fecero cenno i fucili di mettere giù le nostre macchine fotografiche. 

Dopo il colpo di stato del 1988, il massacro dei dimostranti e l’arresto di Aung San Suu Kyi, l’eroina del movimento per la democrazia, i dittatori di Rangoon avevano continuato ad atterrire il paese e a reprimere sul nascere ogni espressione di dissenso. Decine di persone, specie giovani, erano state arrestate, mandate ai lavori forzari, usate come portatori nell’esercito o come cavie sui campi minati dalla guerriglia. Prigionieri politici erano stati buttati assieme ai prigionieri comuni. Per la dittatura erano tutti criminali, uomini da incatenare, vite da sprecare, senza lasciar traccia, in questo dimenticato gulag tropicale.
“Di campi così ce ne sono ovunque.” disse Andrew ”Le aziende private appaltano la costruzione della strada e vanno nelle prigioni a prendersi gli uomini…Se muoiono, tornano a prendersene altri.” 

Potrei citare altre decine di pagine tratte da “Un indovino mi disse” di Terzani, per descrivere cos’è la Birmania, la sua dittatura, la sua complicità con Thailandia e Cina, la prostituzione e lo sfruttamento e anche ovviamente, com’era prima della dittatura. Infatti, prima di chiamarsi Myanmar, la Birmania era parte di un esperimento detto “la via buddhista al socialismo”, sotto il generale Ne Win, sempre una dittatura, ma non sanguinaria e che cercava innanzitutto di conservare l’identità birmana dai cinesi e tailandesi. Con lui, il paese riuscì a proteggere le sue tradizioni, resistendo alla tentazione di copiare l’Occidente, come altre potenze asiatiche stanno facendo.

Che tipo era Ne Win?

Anche i birmani, come i Thai, credono che il fato non sia ineluttabile e che la predizione di una disgrazia permetta a chi dovrebbe esserne colpito di evitarla: non solo con l’acquisto di meriti, ma anche facendo accadere qualcosa che è, in apparenza, simile alla disgrazia prevista e che perciò soddisfa le esigenze del destino. Ne Win è stato un maestro di quest’arte.

Una volta, per esempio, gli fu detto che di lì a poco il paese sarebbe stato colpito da una tremenda carestia. Ne Win non mise tempo in mezzo: ordinò che tutti i funzionari dello Stato e le loro famiglie, per tre giorni, mangiassero solo  una misera zuppa fatta di germogli di banano. L’idea era che, fingendo una carestia, si sarebbe evitata quella vera. E questa, ovviamente, non venne mai.
…E’ ovvio che la carestia non avvenne perché non doveva avvenire e non perché fu evitata grazie alle profezie. Ma questa non è la logica con cui gli asiatici - specie i birmani - guardano alla vita. La previsione è di per sé una creazione. Un evento, una volta annunciato, esiste, è vero e, pur essendo ancora a venire, è più reale e più significativo di un fatto già avvenuto. Per questo in Asia il futuro è considerato tanto più importante del passato e per questo tante più energie vengono qui dedicate a occuparsi di profezie piuttosto che di storia.

scritto da Bellailee
12:06 / p-link / birmania, terzani, myanmar, monaci, indovino, burma / commenti (5)

giovedì, 27 settembre 2007

Villaggio Potemkin ...

"Si chiamavano così i villaggi che al tempo in cui l’Unione Sovietica era chiusa venivano messi in piedi per mostrarli agli amici, europei o americani, di simpatie socialiste. Erano finti. Erano solo uno show, con quelli che facevano la parte dei contadini e dicevano che il partito era splendido, con fabbriche pulitissime e operai tutti eleganti che andavano alla mensa eccetera. C’era, nel mondo comunista, tutta una tradizione di queste messe in scena, introdotte già ai tempi dello zar, di veri e propri villaggi che servivano solo per ricevere le visite ufficiali. Invitavano i giornalisti per due settimane, mostravano loro delle belle cose e quelli ripartivano e scrivevano un bel libro."*

Beh? Non lo facciamo tutti anche adesso nei paesi occidentali? Non mettiamo in mostra le nostre belle case, i nostri splendidi balconi fioriti, le nostre auto di lusso, i nostri abiti firmati?
Se ho un appuntamento importante, non mi trucco, non compro vestiti nuovi, non mi faccio la messinpiega anche io come i sovietici?
Non mi comporto in un modo con certe persone e in un altro con altri?
A Lecco sono una, a Milano un’altra, in Indonesia sarò un’altra ancora. 

La rincorsa alla messa in scena, all’allestire un’apparenza sempre perfetta è una tentazione del nostro tempo: in provincia forse più subdola, in città un po’ più sbandierata: la mia vicina di casa che mi odia, a Milano non mi saluta, a Lecco invece continuerebbe a sorridermi gentilmente e a bucarmi le gomme dell’auto di nascosto.

*Tratto dal solito "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani, che tra l'altro è rappresentato a teatro a Milano fino a domenica 30 settembre. Per tutti quelli che me l'hanno chiesto e me lo chiederanno, no, lui non ci sarà, visto che è morto da anni.

scritto da Bellailee
07:36 / p-link / milano, russia, villaggio, apparenza, lecco, terzani, potemkin / commenti (8)

mercoledì, 19 settembre 2007

Tokyo Ga ...

Tokyo Ga

Wenders ama Ozu.

Ozu è morto.

Wenders è andato a Tokyo nel 1983 e ha filmato:

-          l’attore protagonista di quasi tutti i film di Ozu

-          i treni lunghissimi a supervelocità che ci sono in Giappone

-          le sale di Pachinko piene di giocatori fumanti lobotomizzati

-     giapponesi che giocano a golf, ma senza buche

-          i rockabilly nel parco che ballano al ritmo di Elvis

-          i bambini che giocano a baseball per strada

-          Herzog che parla da un grattacielo

-          il cameraman preferito di Ozu

-         le lacrime del cameraman preferito di Ozu quando ripensa ad Ozu.

 

Breve e commovente

 

 

Tokyo Ga, Wim Wenders, 1983

 

Il tributo al grande Ozu si designa attraverso la progressiva americanizzazione sei giapponesi, che costruiscono Disneyland e si travestono da bulli e pupe degli anni 50. Perchè il Giappone ha perso la sua identità?

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Foto: Anto e Lucio, simbolo della perdita di identità del Giappone

"Perché è sempre la stessa storia. Sono sempre gli occidentali ad andare a battere alle porte degli altri continenti con la scusa che hanno dei bei principi da portare a loro: oggi la democrazia e la libertà; nell’Ottocento il libero mercato; ancor prima il cristianesimo. Allora nel 1853 gli Americani si presentano davanti alla costa del Giappone con quattro cannoniere, le famosi “navi nere” del Commodoro Perry, per costringere i giapponesi ad aprire le loro frontiere, così che gli americani possano vendergli le proprie mercanzie. Questo è un atteggiamento che è vecchio, ed è anche la ragione per la quale i portoghesi sono arrivati a Macao: volevano aprire le frontiere della Cina per venderle i loro specchietti e per rubarle le spezie e tutto quello che interessava loro: La storia dell’espansione dell’Occidente è sempre questa. Le navi da guerra di Perry vanno ad aprire i mercati del Giappone col pretesto che il mercato libero serve a tutti e che tutti ci guadagneranno.
Lo stesso è successo anche alla Cina.

Il Giappone rimase colpitissimo dall’esperienza della propria impotenza dinanzi alle navi da guerra americane perché si riteneva una grande civiltà con una grande tradizione: i samurai con le spade e l’onore eccetera. Invece gli altri minacciavano di tirare due colpi di cannone – bumm! E allora fecero un ragionamento molto astuto. Rendendosi conto che con le loro forze e con le loro tradizioni non sarebbero mai riusciti a resistere all’Occidente, i giapponesi decisero che l’unico modo di sopravvivere era di occidentalizzarsi.

E qui avvenne qualcosa che per noi oggi è quasi inconcepibile, ma che a leggere i testi di allora è affascinante. Nel giro di pochissimi anni, sotto l’imperatore Meiji, il paese perseguì, con una tenacia di cui solo i giapponesi sono capaci, il progetto di fare del Giappone un paese occidentalizzato. Dovevano farsi le ferrovie, per cui copiarono le stazioni. Le copiarono? La stazione ferroviaria di Tokyo era la copia della stazione di Amsterdam; copiarono le uniformi dei soldati dall’esercito prussiano. Le persone di buona famiglia della dinastia Meiji si vestirono all’occidentale e impararono a ballare il valzer. Fecero venire centinaia di stranieri, chiamati yatoi, perché gli insegnassero come fare le cose all’occidentale e impararono a ballare il valzer. Copiarono i codici civili e penali occidentali; misero su un esercito di tipo occidentale; copiarono dagli inglesi i modelli delle navi da guerra  e se le costruirono come quelle. Bisogna dire, con grande successo, perché questo Giappone – che nel giro di pochi decenni si era modernizzato  - all’inizio del Novecento sfida già le grandi potenze asiatiche e le sconfigge in guerra: prima la Cina imperiale dei manciù; poi, in due o tre battaglie navali, anche l’impero zarista russo che era allora la grande potenza occidentale in Asia."

 

E comunque...che cacchio vuol dire Tokyo Ga!?!?

 


Da "La fine è il mio inizio", di Tiziano Terzani:

scritto da Bellailee
21:14 / p-link / giappone, cina, tokyo, wenders, terzani, ozu , ga / commenti (16)

lunedì, 17 settembre 2007

Del perchè abbassare il coperchio del water ...

Generazioni di maschi sono stati e sono tuttora smaronati da generazioni di mamme, mogli, sorelle, colleghe che li obbligano ad abbassare la tavoletta del water.

Udite, udite: da oggi si pretende che abbassino anche il coperchio.

Qualcuna lo esige così, solo per il gusto di vittimizzare l’uomo, ma qualcun’altra ha un motivo preciso: il water aperto si risucchia le energie positive...terribile! Secondo il feng-shui, la tazza malefica si porta via l’energia e così si scatenano tensioni, malumori, liti, odi, risse...Ecco, finalmente ho capito la ragione di tanti scoppi d’ira tra le mura di casa.

Torni a casa dal lavoro e tua moglie ti aggredisce? E’ colpa del coperchio sollevato.

Tuo figlio ha frequentato le migliori scuole, ma nonostante i corsi a Oxford continua a chiudersi in camera ad ammazzarsi di canne? E’ colpa del colperchio sollevato, che lo spinge all’autodistruzione.

Dopo una breve indagine, ho scoperto che quasi nessuno abbassa il coperchio, ma una persona mi ha confessato, che, non sa perchè, ma si sente meglio se è abbassato: ecco la prova che funziona veramente!

 

Alla cena di ieri sera, non solo ho imparato  le perle del feng-shui (oltre a questa ho scoperto come far durare l’unione della coppia grazie alla disposizione delle travi del letto), ma ho appreso anche i segreti della lettura dei fondi di caffè.

Subito ho inizato a vedere cose in tutte le tazzine: prima un volto di donna...(brividi e inquietudine) ”Ma sono le anime dei morti che si rivelano nelle tazzine del bar?” ho chiesto subito allarmata, “No no, sono i vivi” mi ha spiegato l’esperta. Bene, le tazzine contengono messaggi, possono indicare figure umane, lettere dell’alfabeto, animali, numeri, forme, qualsiasi cosa.

Man mano che leggevo le tazzine, le figure diventavano più precise:

  • il volto di donna/babbo di Silvia coi baffi
  • un elefante
  • la suora
  • i gattini con la tartaruga   

Gattini con tartaruga sullo stagnoDonnina col velo

Elefante, cavallo, fallo

Il messaggio per me? Nessuno, dopo il tiramisu non avevo bisogno di altro caffè.

scritto da Bellailee
17:39 / p-link / water, gatto, caffè, fondi, feng, shui, tartaruga, tazza / commenti (35)

venerdì, 14 settembre 2007

Scusa ma ti chiamo amore ...

Moccia

Libreria del centro, coppia di età indefinibile, forse sui 28/30, oppure molto giovani, ma brutti e vestiti anticamente, seguono a distanza timorosa il commesso che li porta a destinazione, prende stancamente un libro in mano e lo porge alla ragazza: “Ecco” e se ne va via a passo spedito.
 
Lei: “OOOhhhh, uhhhh, aahhhhh, non ci posso credere, ma è piccoliiiiiiiino”
Lui (con sguardo vuoto): “Perchè?”
Lei: “Non è lungo come gli altri...Senti, senti...- Niki esiste veramente. Federico l’ha vista un giorno per caso a via del Corso mentre faceva le “vasche” con le sue amiche. Quel giorno Niki ha tirato fuori dai jeans un telefonino e ha discusso quasi un’ora con sua madre...bla bla bla... –“
Va avanti all’infinito e io mi soffermo a origliare.
Lei: “Ma costa pochissimo!!!!!”.
Lui (stesso sguardo) “Perchè?”
Lei: “Gli altri li ho già, ma li devo finire!!! Non so se prenderlo adesso o dopo...”
Riprende a leggere: “Niki e le sue amiche sono all’ultimo anno di scuola. Malgrado abbiano la maturità ne combinano ogni giorno di tutti i colori. Sfilate, feste, rave e tutti i possibili eventi anche fuori Roma....bla bla bla”
Lui: “Perchè?”
Lei: “Oddiiiooooo, che emozione....quasi quasi finisco l’altro....Sì sì, lo finisco e poi torno a prendere questo!!!!!”
Lui: “Perchè?” 
.... 
PS: IO NON HO COMPRATO IL LIBRO DI MOCCIA, NON NE HO MAI COMPRATI E MAI NE COMPRERO’, è già tanto se sono riuscita a leggere un libro di Fabio Volo. Ero lì solo per comprare la Lonely Planet dell’INDONESIA...

scritto da Bellailee
14:27 / p-link / libri, milano, indonesia, fabio, guida, volo, lonely, planet, moccia / commenti (18)

lunedì, 10 settembre 2007

W i reality-show...stranieri ...

Quando abitavo a Dublino guardavo ogni giorno tantissima televisione, un po’ perchè ne sono sempre stata dipendente, tanto da impormi periodi di disintossicazione, un po’ perchè si vedevano centinaia di canali, irlandesi, ma soprattutto inglesi e americani. Quella TV non c’entra nulla con la nostra becera tette e culi e fiction buoniste di finta ispirazione social-cattolica (oddio, sto parlando come Nanni Moretti), là, tutto girava intorno a un unico prodotto: i reality-show.
E’ inutile descrivere la mia gioia: in quel periodo ero pazza per i reality, e la cosa più bella, è che a Dublino, tutti lo erano! Ricordo ancora la finale del Big Brother inglese trasmessa in pub, dove io e i miei amici piangevamo commossi quando ha vinto Nadia: un trans di origine portoghese, che tutti dentro la casa pensavano fosse una donna.
Ovviamente oltre ai classici Grande Fratello e Isola dei famosi, (Survivor, dove però dovevano mangiare schifezze tipo vermi e fare prove durissime e pericolose), c’erano altri reality di tutti i tipi, alcuni poi,  sono anche arrivati in Italia in questi anni. Mi ricordo i più strani 
joe_millionaire
·         Joe Millionaire: un povero ma bello, di professione meccanico, viene soprannominato Joe e spacciato per un miliardario. Una dozzina di avvenenti ragazze viene invitata nel suo castello in Inghilterra e lo deve conquistare. Lui se le limona un po’ tutte e ne deve elimare una ogni settimana. La prescelta, una volta scoperto che Joe non è ricco, ma solo uno spiantato, se accetterà di restare con lui, vincerà, a sorpresa di tutti, un milione di euro. Joe alla fine sceglie una bionda molto sofisticata, che si intende di vini (cosa che nei paesi anglosassoni è considerata il non plus ultra dello chic, in particolare, per il grezzo Joe, è molto affascinante). Peccato che quando rivelano la verità alla bionda, lei cambia idea e lo molla. Che fa Joe? Niente paura, ripiega sulla seconda classificata: una brunetta molto semplice e timida, e anche meno gnocca delle altre, che accetta entusiasta di stare con lui anche se è povero, perchè lei lo ama veramente. Anche lui la ama veramente...soprattutto adesso che è miliardaria.
·         The Beauty and the geek: versione sgrausa del nostro “La pupa e il secchione”. Sempre in una villa da sogno, una donna molto bella deve scegliere il suo uomo tra una decina di nerd da paura: sono veramente brutti, molto di più dei secchioni italiani, e sono sfigatissimi, infatti, la maggior parte non ha mai neanche baciato una ragazza. Ricordo che ci fu anche una rissa. Un gioco molto umiliante.
·         Temptation Island: un gruppo di coppie viene spedito su due isole diverse, naturalmente paradisiache: sull'isola dove vanno le mogli/fidanzate ci sono dei bei figoni muscolosi, mentre i mariti sulla loro isola trovano delle gnocche seminude. Le coppie devono resistere alle tentazioni degli abitanti dell'isola...mi pare che qualcosa di simile l'abbia fatto poi anche la DeFilippi, sempre attenta alle idee trash e scassafamiglia d'oltreoceano.
·         The Salon: reality noiosissimo, tutto il giorno su un canale trasmettevano la vita all’interno di un salone di bellezza, che esisteva veramente. Lavaggi, tagli, messe in piega con consulti lunghi un’ora, e poi anche cerette e fake tan. Ogni tanto eliminavano una shampista e ne entrava una nuova. Per la serie "E chisseefrega".
·        The non so che: un gruppo di spanati veniva chiuso in un piccolo appartamento e doveva riuscire a non dormire. Dovevano semplicemente stare svegli. Ovviamente, per farlo durare più di un giorno o due, in certi orari li lasciavano dormire, ma per poco, tipo per mezz’ora.. Pallosissimo.
·         The altro non so che: una ragazza molto carina finge di fidanzarsi con un essere immondo: brutto, povero, vecchio e soprattutto arrogante e maleducatissimo. Sempre nella solita villa da sogno, vengono invitati i genitori. Se lei li convincerà ad accettarlo e lo sposerà, vinceranno 500.000 euro. La ragazza lo sposa e vincono i soldi, ma la famiglia è troppo sconvolta e anche, una volta appreso che la figlia ha fatto tutto per soldi, restano increduli. Una famiglia distrutta.
·         The altro non so che 2: e infine, il più allucinante parto di una mente malata americana: una gara di spermatozoi. Due volontari “depongono” il loro seme in un contenitore, e gli spermatozoi vengono ripresi al  microscopio nella loro corsa verso la meta e vince quello che i cui spermini arrivano per primi!

scritto da Bellailee
09:12 / p-link / , reality, show, dublino, grande fratello, tv / commenti (17)

giovedì, 06 settembre 2007

Shopping e panico ...

Non so che avevo ieri, ma probabilmente avevo la faccia da spendacciona. In profumeria, di solito, si avvicina sempre una commessa, una, che chiede se mi può aiutare. Oggi no: ne sono venute 5. Mi sembrava di essere in Cina, le ragazze continuavano a servirmi come ancelle e chiedermi se avevo

bisogno di qualcosa... una mi ha anche portato  un cestino e l’altra mi ha chiesto se mi avevano già proposto la nuova crema e cosa ne pensavo...infatti, poco prima, una ragazzetta non stratruccata e acconciata come tutte le altre, insomma, una spanata che palesemente lavorava lì da poco, si è avvicinata per propormi un filler.
Cos’è un filler? E’ una crema antirughe. Potente, di quelle che la metti sulla ruga e la riempiono, facendola sparire. L’ha proposta A ME. Intanto io mi chiedevo se fosse pazza la commessa o se fossi io ad avere un aspetto tremendo ieri mattina. Io la guardavo basita, lei mi ha preso la mano e mi ha steso l’orrenda cremina...le ho chiesto se riempiva anche le pieghe della mano (potrebbe così cancellare il destino, oppure meglio ancora, il passato), e lei allora ha bisbigliato: “Odio fare queste cose! Ma sono stata costretta! A far provare una crema antirughe a LEI che è GIOVANISSIMA!!!!”

 

Fiiiùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù

scritto da Bellailee
08:34 / p-link / milano, shopping, paura, crema, profumeria, commessa, filler / commenti (18)

mercoledì, 05 settembre 2007

Gruppo di famiglia in un interno ...

Gruppo di famiglia in un interno

Ma quant'è bello e inquietante Helmut Berger/Konrad in Gruppo di famiglia in un interno?!?!
Gruppo di famiglia in un interno, Luchino Visconti, 1974

scritto da Bellailee
19:36 / p-link / film, famiglia, visconti, berger, konrad, helmut / commenti (3)

mercoledì, 05 settembre 2007

Blog-addicted ...

Dopo essermi a malapena disintossicata dalla TV, ho una nuova droga: commentare i blog.

Oggi mi sono resa conto che ne visito decine ogni giorno, disseminando messaggi a destra e sinistra,in una frenesia irrefrenabile non solo di leggere dei cazzi degli altri, ma anche di elargire le mie opinioni a tutti, scoprendo così di avere davvero una specie di opinione su tutto. So che alla maggior parte non gliene può frega’ de meno, soprattutto per il fatto che di solito scrivo cazzate o la butto sul ridere, ma altre volte, invece lascio frasi carine, che esprimono vicinanza, sostegno, solidarietà. Sì, ho una specie di affetto momentaneo per emeriti sconosciuti, soprattutto per le donne, che nei loro post parlano di più dei loro brutti momenti e allora mi viene voglia di scrivere loro qualcosa, di semplice, tipo “non essere triste, su!” o qualcosa che le consoli, poverine.

Io no, mai sono triste sul mio blog, solo storielle allegre e superficiali qui, rigorosamente. Certo, è limitante, io non sono sempre così. Ecco che potrei fare: aprirò un altro blog per le storie tristi. Chissà se qualcuno mi consolerà.

scritto da Bellailee
07:53 / p-link / storie, blog, ridere, tristi, tv / commenti (16)

lunedì, 03 settembre 2007

Sbatti il mostro in prima pagina ...

sbatti_il_mostro_in_prima_pagina

Ma quant'è bello e inquietante Gian Maria Volonté in "Sbatti il mostro in prima pagina"?!?!
La visione del film mi è stata isprirata dai recenti fatti di cronaca.

scritto da Bellailee
08:32 / p-link / film, mostro, bellocchio, volonté / commenti (13)

MSN/skype: Bellaile - ladida_ladida@hotmail.com

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Quasi in tutti i post la realtà si confonde con la fantasia, pertanto, si raccomanda di leggere il blog con estrema ironia.